Asola, NULLI SUBDITA


E’ una delle più antiche rappresentazione della città di Asola e, sia pur in modo semplificato, ci racconta di un luogo fortificato e militarmente strategico: a ridosso dei fiumi, Chiese, Oglio e Po, vie di traffico commerciale e di trasporto dei soldati vitali in un territorio di confine e ne determinano la rilevanza da un punto di vista economico e militare.

Fin dall’epoca medievale, Asola, forte della sua posizione geografica, gioca un ruolo importante negli equilibri del potere che di volta, in volta, si afferma nel suo territorio: Impero, Visconti, Gonzaga e Venezia.

Asola è a capo di una Quadra; è incardinata nell’organizzazione territoriale bresciana; presidia/controlla un’area di confine, ricca di vie di comunicazione fluviali e terrestri, con una distribuzione di centri abitati omogenea, ricca di acque, di boschi e di terreni coltivabili a cereali e lino.

Asola è definibile “quasi città” e nel suo essere una ricca e militarmente strategica terra di confine si sostanzia il suo dichiararsi nelle varie epoche “nulli subdita”.


Sia pure in modo semplificato, l’elemento fortificato che connota Asola, è molto preciso: la vista, da ovest, inquadra frontalmente il ponte sul Chiese con la relativa porta, il fossato e le torri cilindriche. In posizione planimetrica è delineata chiaramente ad est, la Rocca quadrangolare.

Nulli Subdita


Il nulli subdita di Asola, sia per le epoche precedenti alla dominazione veneziana che in seguito, si basa concretamente su consistenti deroghe al potere della città egemone (Brescia), acquisite in virtù della propria importanza strategica, tramite quindi la concessione di privilegi fiscali e giurisdizionali secondo la tradizione medievale.

Un rapporto preferenziale che Asola ha con l’Impero e i vari Dominanti prima, e con Venezia poi, che le garantisce quel “non essere a nessuno sottomessa”, da intendersi nel senso di essere dotata di un complesso di autonomie ecclesiastiche, amministrative e giurisdizionali.

Leone di San Marco, di Vittore Carpaccio, 1516 (Palazzo Ducale, Venezia).

Il grande telero che si trova a Palazzo Ducale è particolarmente significativo: il vigoroso leone di San Marco, simbolo di Venezia ha le zampe posteriori nell’acqua e quelle anteriori sulla terraferma, con evidente richiamo alla politica ambivalente della Serenissima di quegli anni, ormai orientata a espandersi sulla Terraferma. Negli ultimi decenni, la Terraferma ha attirato con crescente frequenza l’attenzione e l’interesse degli studiosi fino a perdere dal punto di vista storiografico la sua secolare subalternità ed acquisire invece un ruolo di tutto rilievo negli studi dedicati alla Repubblica di Venezia.

Negli ultimi decenni, la Terraferma ha attirato con crescente frequenza l’attenzione e l’interesse degli studiosi fino a perdere dal punto di vista storiografico la sua secolare subalternità ed acquisire invece un ruolo di tutto rilievo negli studi dedicati alla Repubblica di Venezia.

L’analisi del materiale documentario di Asola potrebbe, sicuramente, approfondire la conoscenza del rapporto tra Repubblica di Venezia e province suddite o quasi città della sua Terraferma.