La poesia del viaggio aprirà al pubblico domenica 4 maggio alle ore 17.30 presso la galleria civica del Museo. "La vita è un viaggio e un eterno gioco tra la finitezza e l’indistinto, il compiuto e l’irrisolto - spiega l'artista Mara isoalni - Non si smette mai di esplorare, si va senza destinazione in un’affascinante esperienza alla scoperta di sentieri dove assemblare emozioni e progetti, ciò che conta è l’andare per cercare e trovare sé stessi. Ecco quindi che i quadri si animano di turisti e auto iconiche sulla cui lucida superficie si riflettono paesaggi e persone, quasi una porta su una dimensione parallela in cui vivono e si realizzano i nostri sogni.Anche la tecnica pittorica propone la coesistenza di opposti: il realismo delle figure e la riduzione a motivi astratti dei fondali, la stesura del colore ad olio e gli inserti materici di malta e sabbia. I soggetti nascono da una ricostruzione mentale che accosta elementi osservati in tempi e luoghi diversi e trasportati nella dimensione del sogno. E’ un mondo di viaggiatori della vita che si incamminano inglobati in architetture senza tempo e caratterizzate da uno spazio non convenzionale dove tutto è immaginabile, dove tutto è realtà ma nel contempo è anche fantasia, in un sostanziale á plat, icone di un vivere disumanizzato che usa e rende esasperato e ripetitivamente monotono ogni elemento del vivere. Si avverte anche un “oltre”, una forza remota, un’eco, un particolare richiamo che pervade tutte le Opere quasi come si cercassero l’un l’altra e venissero poi a coinvolgerci coralmente, nelle testimonianze raggiunte attraverso esperienze uniche, appassionate, ardue perché costruite su figure e ombre, quali presenze e “assenze”. Sono famiglie da cui traspare incomunicabilità, sono fotogrammi di vita che presumono un prima e un dopo che saranno immaginati diversi da ogni persona che li osserverà. Ciascuno vi proietterà la propria vita e le proprie esperienze"
“Considero, pertanto, le mie Opere terminate” continua l'artista “solo dopo che il fruitore ha generato la propria interpretazione, ma, poiché il numero dei fruitori è teoricamente infinito, le mie opere non sono mai terminate ma continuano ad evolversi nel tempo.”