Il Museo civico Goffredo Bellini

Il Museo civico Goffredo Bellini

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 Il Museo fu costituito agli inizi degli anni Venti, quando il Cavaliere Goffredo Bellini, collezionista asolano, sulla scia degli appassionati studiosi locali del secolo precedente cominciò a dare una prima e provvisoria organizzazione a una vastissima raccolta di oggetti di ogni genere e di ogni epoca, legati in gran parte alla storia della città e del territorio, risultato non solo delle sue personali ricerche, ma anche frutto di munifiche donazioni di concittadini interessati alla conservazione di un patrimonio storico e culturale comune. Nel Museo Civico confluirono pezzi di alto valore, come la stele egizia, la coppa attica a figure nere, dipinti e arredi lignei appartenenti alla collezione privata del Bellini e giunti in suo possesso tramite il mercato antiquario. Dalla collezione originaria si è giunti allo stato attuale dell'esposizione anche grazie all'attenzione di privati cittadini che hanno segnalato nel corso degli anni soprattutto i rinvenimenti archeologici, consegnando al museo i reperti che sono venuti a costituire una parte significativa della raccolta museale, grazie anche al deposito di alcuni oggetti da parte della Soprintendenza Archeologica. All'origine il museo ebbe sede nel Palazzo del Monte di Pietà che sorge ancor oggi in via Garibaldi, designato fin dall'inizio del 1600 ad ospitare questa istituzione assistenziale, che confluì nel XIX secolo nella Congregazione di Carità, di cui il Bellini divenne segretario. Nei decenni successivi il museo subì frequenti trasferimenti, fino al definitivo allestimento presso l'originaria e prestigiosa sede del ristrutturato Palazzo Monte dei Pegni.

Al visitatore si offre una panoramica che spazia attraverso i millenni della storia, con un'esposizione organizzata per percorsi cronologici e tematici completati da un sintetico apparato didascalico. La prima sala presenta un’introduzione al museo, con riferimenti al collezionista Goffredo Bellini e alla storia della collezione; in essa si apre il percorso cronologico dei reperti partendo dal Paleolitico, passando poi all’età del rame e del bronzo. Esposti in questa prima sala si possono vedere manufatti complessi rinvenuti nel territorio: riferibili al Neolitico recente sono la ceramica, la litica e la fauna della III fase della Cultura dei Vasi a Bocca Quadrata rinvenute a Casalromano e i resti ceramici della cultura della Lagozza scoperti nella cava Sandrelli a Fontanella Mantovana. All’età del Rame sono databili il pugnale trovato a Marcaria e i frammenti di Vaso Campaniforme rinvenuti anch’essi nella cava Sandrelli. Questi materiali sono stati recuperati da Giuseppe Furlan e dal Gruppo Archeologico Clesis. Anche i materiali dell’Età del Bronzo conservati in questa prima sala, provengono dalla collezione G. Bellini e sono frutto di recuperi occasionali o scambi tra appassionati. Tuttavia solo di una piccola parte di reperti conservati qui, in particolare quelli dai recuperi effettuati da G. Furlan e dal Gruppo Clesis, è nota la località di provenienza, tra cui si segnala: l’area gardesana (Barche di Solferino, Cataragna e Peschiera), pianura bresciana e cremasca, infine da Asola e comuni limitrofi (Canneto sull’Oglio, Casalmoro, Casalpoglio, Castelgoffredo, Casalromano). Successivamente si accede alla seconda sala che ospita un excursus storico delle popolazioni della Pianura Padana dai Celti, agli Etruschi, ai Romani. Le tribù cenomane si stanziarono tra l’Oglio e il Mincio in piccoli centri a carattere rurale; i materiali del museo potrebbero appunto provenire da una necropoli legata a questi piccoli centri. Oltre alle armi, in questa sala, sono presenti oggetti ornamentali caratteristici dei corredi celtici, come i torques in bronzo e argento, i bracciali e gli anelli gemini; altro oggetto caratteristico dei corredi celtici è rappresentato dalle cesoie. Anche la ceramica è presente in forme miniaturistiche, ampiamente diffuse nei contesti celtici dell’Italia settentrionale. Il mondo etrusco, presentato in questa seconda sala, è qui raccolto mediante reperti archeologici provenienti non solo dal territorio asolano, ma da tutta la pianura padana. Ne sono testimonianza le fibule con arco serpeggiante e staffa a disco, pesi da telaio a ciambella, fusaiole in impasto, fibule a globetti di produzione centro-italica di epoca arcaica. Le attestazioni di epoca romana provengono dalla necropoli scavata in località Fondo Pasquali a sud est di Asola, esse sono una testimonianza di scambi culturali tra i Romani e i Celti nella Pianura Padana. Nella necropoli sono state localizzate 12 sepolture, tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C., con corredi di prodotti celtici e romani, come: vaso “a trottola”, vasi miniaturistici di ceramica depurata, ceramica a vernice nera, ceramica a pareti sottili, balsamari in vetro e monete in bronzo. L’itinerario di visita prosegue con la sala 3 dove sono in esposizione le anfore da trasporto e molti altri oggetti ceramici di età romana.
Il percorso interno al museo si conclude con una sala dedicata all’epigrafia. Le testimonianze di epigrafia antica ad Asola riguardano principalmente le iscrizioni funerarie su stele ed epigrafi che ricordano la realizzazione di un impianto termale costruito nella cittadina in epoca romana. Una parte delle epigrafi esposte risale all’età moderna, si tratta di lapidi di monumenti funerari e di indicazioni di tipo topografico su cippi.
Nella stessa sala due vetrine, contenenti armi appartenenti alla ricca collezione belliniana, preannunciano l’allestimento futuro che interesserà diversi materiali etnoantropologici (pesi e misure, bicicli, forme per la creazione di strumenti musicali, attrezzi per la filatura e tessitura); oggetti sulla storia della città di Asola dall’età Venetà ai grandi conflitti mondiali attraverso documenti e reperti militari; una ricca quantità di opere grafiche e pittoriche di L. Impaccianti, M. Parenti e O. Bernardi.
Il visitatore può accedere inoltre, tramite alcune postazioni multimediali, a quella parte della collezione non fruibile, costituita da documenti, fotografie e da un ricco fondo librario.

 

Via Garibaldi 7 46041 Asola (MN)
tel. 0376/710171
fax 0376/733046
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Tariffe:
Ingresso adulti: € 2,00
Ingresso + visita: € 5,00
Ingresso + visita + laboratorio: € 3,00

Informazioni aggiuntive